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IN TEMA DI ASSOCIAZIONI: I CAMBIAMENTI IN CORSO


Sempre più frequente, in questi ultimi tempi, l’apertura di bandi comunitari ad Associazioni culturali. E sempre più frequente la domanda riferita ai requisiti che bisogna possedere per accedervi. Non è del tutto chiara, nella pratica, quale differenza intercorre tra una Associazione giuridicamente riconosciuta e quelle che di fatto non lo sono.


Le associazioni riconosciute e non riconosciute

Sono le due grandi tipologie in cui rientrano tutte le associazioni: la prima “con riconoscimento giuridico” più impegnativa garantisce benefici e un riconoscimento istituzionale, la seconda “senza riconoscimento giuridico”, più agile e diffusa è adatta per chi vuole mettersi alla prova. La differenza tra le due categorie sta nella modalità di costituzione, nel riconoscimento o meno della personalità giuridica e nel livello di responsabilità degli amministratori.


Le associazioni riconosciute 

Sono riconosciute le associazioni che hanno ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica da parte dello Stato.

La personalità giuridica consente alle associazioni di avere un’autonomia patrimoniale perfetta, ovvero si determina la separazione del patrimonio dell’ente da quello dei soci, che agiscono in nome e per conto dell’ente. Questo significa che le responsabilità di tipo economico derivanti da attività svolte dall’associazione ricadono solo sull’associazione e non sui patrimoni delle singole persone che la compongono o degli amministratori.


Le associazioni riconosciute possono usufruire di particolari benefici previsti dalla legge, come la possibilità di richiedere contributi da parte di enti pubblici. Possono pertanto partecipare a bandi europei o regionali per l’ottenimento di benefici a supporto di attività e programmi di sviluppo culturale del territorio.

Hanno la possibilità di ricevere eredità e donazioni o di comprare immobili.

Per ottenere il riconoscimento della personalità giuridica è necessario stanziare un capitale che rimarrà vincolato: non potrà essere utilizzato per altri scopi dall’associazione, proprio perché rappresenta la garanzia della solvibilità dell’associazione stessa, in caso di obbligazioni verso terzi.


La costituzione dell’associazione riconosciuta deve avvenire secondo una procedura formale:

l’Atto costitutivo deve essere un atto pubblico, sottoscritto in presenza di un notaio o un pubblico ufficiale

lo Statuto dell’associazione deve essere registrato presso l’Ufficio del Registro dell’Agenzia delle Entrate

la domanda per il riconoscimento della personalità giuridica, insieme alla documentazione richiesta, deve essere presentata alla Prefettura della provincia in cui l’ente ha sede.


La richiesta deve essere presentata dal legale rappresentante dell'associazione. La Prefettura, accertata la presenza delle condizioni previste dalla normativa, l’esistenza di uno scopo possibile e lecito, e che il patrimonio sia sufficiente, la inoltrerà per

l’approvazione, attraverso il Ministero competente, alla Presidenza della Repubblica.

Le associazioni riconosciute hanno inoltre appositi albi nazionali, regionali o provinciali e comunali in cui iscriversi.


Le associazioni non riconosciute 

Le associazioni non riconosciute sono la maggior parte, anche perché il riconoscimento richiede tempo e oneri economici non trascurabili. Sono prive di personalità giuridica, non hanno un riconoscimento istituzionale. Non godono di un’autonomia patrimoniale perfetta, cioè, nel loro caso non c’è separazione assoluta tra patrimonio dei membri e patrimonio dell’ente.

Si basano, come le associazioni riconosciute, sull’accordo raggiunto tra gli associati. Il contratto di associazione non prevede però per legge nessuna particolare formalità. È valido anche se in forma orale o se redatto con una scrittura privata, senza bisogno di ricorrere a un notaio o a un pubblico ufficiale, e senza altri elementi specifici se non quelli previsti dal codice civile per identificare gli enti senza fini di lucro. La forma scritta serve però se l’associazione acquisisce beni immobili. Per maggiore sicurezza sugli accordi presi è comunque opportuno, anche se non obbligatorio, che l’Atto costitutivo sia in forma scritta.

Nella maggior parte dei casi, infatti, anche le associazioni non riconosciute ricorrono alla redazione dell’Atto costitutivo e dello Statuto, che è opportuno registrare presso l’Ufficio del Registro dell'Agenzia delle Entrate per ottenere il codice fiscale dell'associazione, necessario per operare e avere relazioni con altri enti, associazioni o individui. Allo stesso modo è consigliabile l’iscrizione negli appositi albi presso gli enti locali.


Chi intende costituire un’associazione non riconosciuta deve comunque trovare un accordo su:

scopo dell’associazione

condizioni di ammissione degli associati

regole, ordinamento interno e amministrazione

denominazione

sede

patrimonio

Sia le associazioni riconosciute che quelle non riconosciute possono ottenere la qualifica di Onlus.


VERSO LA RIFORMA

Con il Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 - Codice del Terzo settore, entrato in vigore il 3 agosto 2017, ha preso il via la riforma, che prevede una significativa riorganizzazione di tutta la materia.

Chi sono gli Enti del Terzo Settore: ETS

Nel nuovo Codice del Terzo Settore centrale è la figura degli ETS (Enti del Terzo settore) che perseguono senza scopo di lucro finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita.

Per rientrare tra gli ETS le organizzazioni dovranno iscriversi al Registro Unico nazionale del Terzo settore e rientrare in una delle categoria previste:

ODV (Organizzazione di Volontariato),

APS (Associazione di Promozione Sociale)

Enti filantropici, imprese Sociali (incluse le cooperative sociali),

Reti Associative, Società di Mutuo Soccorso

Associazioni riconosciute e non,

Fondazioni e altri enti di carattere privato.

L’iscrizione al Registro Unico nazionale del Terzo settore è obbligatoria per essere riconosciuti ETS.


E’ importante ricordare che le agevolazioni fiscali e le facilitazioni riportate nel Codice del Terzo settore dipendono dall’iscrizione al Registro Unico nazionale del Terzo settore.

A partire dall’esercizio successivo all’autorizzazione della Comunità Europea e comunque non prima dell’effettiva operatività del Registro unico, vengono abrogate le norme relative agli attuali registri delle ODV (Organizzazioni di Volontariato) e delle APS (Associazioni di Promozione Sociale)

Con l’abrogazione della normativa Onlus, viene implicitamente a mancare il registro delle Onlus.


Le attività degli ETS (tra le altre che rimandiamo alla lettura del Dlgs)

interventi e servizi sociali

prestazioni socio-sanitarie

educazione, istruzione e formazione professionale

interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio

organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale

radiodiffusione sonora a carattere comunitario

organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso

formazione extra- scolastica

organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche

promozione della cultura della legalità, della pace tra i popoli

promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e politici, nonché dei diritti dei consumatori, promozione delle pari opportunità e delle iniziative di aiuto reciproco, incluse le banche dei tempi, e i gruppi di acquisto solidale

riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata

Rimane valido per tutti gli ETS l’esercizio in via esclusiva o principale una o più attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

L’elenco delle attività di interesse generale, sopra presentato, può essere aggiornato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. La legge sul Terzo settore prevede, per la piena attuazione, l’emanazione di qualche decina di decreti e altri testi normativi, che conterranno molti dettagli e indirizzi sulla concreta applicazione della nuova normativa. Seguiremo ed aggiorneremo l’evolversi della situazione.

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